domenica 29 gennaio 2012

Partita doppia

Non so se avete mai fatto caso che, al momento di ritirare un'auto nuova dal concessionario, il capofficina ve la presenta col cellophane sul sedile di guida, rimuovendolo sotto i vostri occhi perchè voi siate i primi ad inaugurarlo. Perchè è proprio nell'assenza di qualsiasi interposizione che si realizza la presa di possesso, il diritto d'uso e financo d'abuso se così vi piacerà.
Probabilmente è questo il ragionamento inconscio che mi porta a malsopportare il condom in generale, e in senso assoluto quando si tratta di figa nuova di zecca. E questo fatto trascina inevitabilmente con sè tutta una serie di inconvenienti da aggirare, riassumibili fondamentalmente in due evidenze: la prima, difficilmente prenderà la pillola e mi toccherà venirle da qualche altra parte, e la seconda, sarà stretta quanto un buco di culo e il rischio di non controllare perfettamente eventuali piccole fuoriuscite preorgasmiche diventa reale. La mia soluzione non pretende di essere universale ma nel mio caso ha sempre dimostrato la sua efficacia. D'altra parte stasera mi ci voleva qualcosa di estremo per distogliermi da qualche pensiero - per caso rievocato da un amisgo - che minacciava la mia personale area di pericolo. Pura necessità, dunque. Mezz'ora di inesorabile discesa verso la parte più buia di me è stata sufficiente per impormi adeguata reazione.
Market vicino casa: la ragazza che riordina 24H lo spazio vendita è giovane ed è tanta, viso grazioso e culo che fa provincia. Due settimane fa le ho visto la mutandina brasiliana che usciva sopra i pantaloni della sua divisa ogniqualvolta si chinava. Un sorriso un po' interdetto per farle capire che avevo notato, sorriso imbarazzato da parte sua, e un bel "ciao" complice e sapiente mentre, dieci minuti dopo, uscivo con la mia spesa dal market: il gioco è iniziato così, è andato avanti abbastanza e adesso completo l'opera.
"Metti nel cestino cinque cose che ti piacciono". Mi ritrovo con nutella, cocacola, patatine e ritz: per fortuna con l'ultima scelta, polpa di ricci, riguadagna punteggio. Le accarezzo il collo infilando la mano sotto i lunghi capelli e le chiedo a che ora sarà pronta. "Alle otto e mezza chiudiamo le casse", mi risponde in apnea. Mi avvicino al suo orecchio "Alle nove meno un quarto ti aspetto qui fuori", e le mordo il lobo con le labbra.
Due isolati di distanza, torno verso casa e intanto chiamo dalla lista: stasera sono al Crocodile perchè non passi, no grazie, stasera son nella cacca e sto ancora lavorando, ok ci sentiamo. Il terzo tentativo è quello buono, la dottoressa sta tornando da una guardia, si fa una doccia ed entra in clinica alle 22. "La puoi fare da me, fino alle otto e mezza ci sono".
Due ore per vuotarmi le palle perbene, poi il protossido e alle nove meno un quarto sono davanti al market. E tutto ha funzionato come da progetto, ad eccezione del vasetto di ricci ancora intonso nel mio frigo.

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